11 marzo, 2013

Ancora sulla Dual Startup: i Visti per gli USA

Riprendiamo il discorso sulla “dual start-up” Italia-USA introdotto nel post del 4 marzo 2013, per soffermarci questa volta sui visti per trascorrere dei periodi negli USA in funzione delle attività di una dual start-up. Si tratta di un aspetto molto rilevante, visto che la gestione operativa della “dual start-up” potrebbe richiedere a fondatori e manager italiani soggiorni più o meno lunghi negli USA. Ci sono diverse categorie di visti USA che potrebbero essere utili a questi fini. Il procedimento per richiederli comprende diverse fasi, e coinvolge, a seconda dei casi, diverse autorità USA, quali lo United States Citizenship and Immigration Service (USCIS), le rappresentanze diplomatiche USA in Italia e il Department of Labor. C’è chi sceglie di appoggiarsi a un immigration attorney negli USA per portare avanti l’application per un visto di lavoro; tale scelta può aiutare soprattutto per gestire le fasi del processo che si svolgono negli Stati Uniti e che possono essere più complesse da gestire a distanza. La maggior parte delle informazioni e la documentazione necessaria sono comunque disponibili online (per una guida preliminare si veda il “Getting Startedtool sul sito USCIS, sezione espressamente dedicata agli imprenditori, Getting Started) e dunque un percorso “fai-da-te” non è impensabile. Bisogna tenere presente che i requisiti e le opzioni per ottenere un visto possono variare moltissimo da persona a persona, a seconda di molteplici fattori, quali ad esempio, nazionalità, storia famigliare, esperienze pregresse negli Stati Uniti, caratteristiche della start-up ecc., da valutare caso per caso anche con l’aiuto delle autorità diplomatiche USA. Dunque non è possibile dare un’indicazione precisa delle tappe del percorso. Con l’intento di offrire qualche spunto utile per navigarlo, illustriamo comunque di seguito, in linea di massima, le tipologie di visto a cui si può pensare per il caso di una dual start-up.  
Prima di tutto, si parla di visti, ma come molti sanno i  soggiorni negli USA di durata non superiore a 90 giorni per ragioni di affari sono consentiti ai cittadini italiani e di alcuni altri Stati, in molti casi, anche senza un visto, grazie al visa waiver program. Il soggiorno senza visto è comunque consentito soltanto per alcune attività d’affari (per esempio per negoziare un contratto o fare un sopralluogo su possibili sedi di affari), ma non per altre, come la gestione e direzione di un’impresa. In caso di dubbi sulla natura delle attività da svolgersi è consigliabile verificare in anticipo con le autorità diplomatiche USA in Italia.
Fondatori e/o manager cittadini italiani che si trasferiscano negli Stati Uniti per un periodo di durata superiore a 90 giorni avranno in ogni caso bisogno di un visto. I visti USA si distinguono in immigrant (per chi intenda risiedere permanentemente negli Stati Uniti) e non-immigrant (per coloro che intendano risiedere temporaneamente negli Stati Uniti). I secondi sono disponibili in numero significativamente superiore (nel 2012 ne sono stati emessi 9 milioni circa contro circa 480.000 visti immigrant), meno onerosi da ottenere, e probabilmente, salvo casi particolari, più appropriati per le esigenze del personale di una dual start-up. Di seguito ci soffermiamo dunque su alcuni visti non-immigrant che potrebbero fare al caso nostro. Tenete presente che per ciascuno di tali visti i requisiti fanno riferimento a due soggetti: il petitioner, cioè la persona fisica o giuridica che agisce da sponsor per un collaboratore o dipendente (a seconda dei casi, dunque, potrebbe essere la stessa start-up)  e il beneficiary, cioè il dipendente o collaboratore persona fisica, a cui viene rilasciato il visto.
-         Visto L-1 (intra-company transferees): per questo tipo di visto, beneficiary è la persona impiegata in ruolo manageriale, esecutivo, o comunque richiedente conoscenze specialistiche, presso una società petitioner fuori dagli USA, che debba essere trasferita presso una società controllata, controllante, affiliata o filiale della società petitioner negli USA. Il visto L-1 può essere rilasciato anche nel caso in cui il beneficiary si rechi negli USA proprio per aprire la sede USA del petitioner. Requisito da tenere presente è che il beneficiary deve aver lavorato per la società petitioner, o per una sua controllata, controllante, affiliata o filiale fuori degli USA per almeno un anno degli ultimi tre prima di richiedere il visto L. Si tratta quindi di un visto che potrebbe fare al caso di personale di una “dual start-up” con anima italiana che intraprenda un ampliamento verso gli Stati Uniti. La durata massima di un visto L-1, considerando i rinnovi consentiti, è di 5-7 anni (secondo il ruolo del beneficiary).
-         Visto E-2 (investor visa): tale visto può essere rilasciato a chi si rechi negli USA per svilupparvi o dirigervi un’impresa, in cui abbia effettuato, o sia in procinto di effettuare, un investimento significativo di capitale (non ci sono soglie fisse, ma deve comunque trattarsi di un investimento che dimostri l’impegno finanziario dell’investitore per il successo dell’impresa in questione). L’investitore deve avere la nazionalità italiana o di un altro stato con cui gli USA abbiano un trattato a questi fini. Nel caso del visto E-2, petitioner e beneficiary coincidono nella persona dell’investitore. Il visto E-2 può anche essere rilasciato, però, a un beneficiary dipendente dell’investitore, purché tale dipendente abbia la stessa nazionalità dell’investitore (se l’investitore e datore di lavoro è una persona giuridica deve essere controllata almeno al 50% da persone fisiche aventi nazionalità italiana o nazionalità dello stato al cui trattato con gli USA si fa riferimento)  e sia impiegato con funzioni esecutive o di supervisione, o abbia comunque qualifiche speciali che ne rendono i servizi essenziali per l’impresa in cui è stato effettuato l’investimento. È un tipo di visto interessante nel caso della “dual start-up” ad anima USA, dove cioè il/i fondatore/i (cittadino italiano/i) scelga/no di investire direttamente in una società USA, ed è particolarmente desiderabile in quanto, a differenza degli altri, è rinnovabile un numero indefinito di volte.
-         Visto H1-B (specialty occupations in fields requiring highly specialized knowledge): qui beneficiary è una persona che si reca negli USA per svolgervi un’occupazione richiedente conoscenze specialistiche (attestate da titolo equivalente o superiore a un college degree USA). Petitioner deve essere un datore di lavoro negli USA (nel nostro caso potrebbe essere una start-up già costituita negli USA). Con alcune eccezioni, i visti H-1B sono emessi in numero limitato ogni anno (massimo 65.000) e hanno una durata massima di sei anni. Il petitioner deve seguire una procedura piuttosto laboriosa e costosa. Nel caso della “dual start-up”, dunque, i visti L ed E-2, dove ne ricorrano i requisiti, possono essere preferibili.
-         Visto O-1A (Extraordinary Ability and Achievement): per questo tipo di visto, il beneficiary deve essere una persona con capacità straordinarie nelle scienze o nel business. Tali capacità devono essere attestate da riconoscimenti nazionali e internazionali che testimonino che il beneficiary è top of the field nel suo campo di expertise. Il petitioner deve essere un datore di lavoro negli USA. Il visto O-1A è rinnovabile per il tempo necessario per svolgere l’attività per cui è concesso.
Va tenuto in considerazione che perché la start-up possa agire da petitioner per i visti di cui sopra,  è necessario che tra la start-up petitioner e il beneficiary sussista una genuina relazione di impiego (a parte il caso del visto E-2 che come abbiamo visto è un po’ particolare). Il fatto che il beneficiary abbia una partecipazione, anche rilevante, nel capitale della start-up petitioner, non esclude di per sé che sussista tale relazione di impiego, ma bisognerà dimostrare che la start-up petitioner ha capacità di autonomo controllo nei confronti del lavoro del beneficiary. Nel caso in cui il beneficiary sia l’unico proprietario e anche l’unico dipendente della start-up è difficile che questa possa fare da petitioner per un visto L-1, H1-B o O. In questo caso, il visto E-2, se ne ricorrono i requisiti, potrebbe essere una scelta più appropriata.
Ci auguriamo che questa panoramica possa essere utile. Ci soffermeremo in uno dei prossimi post sulle procedure e i costi per richiedere i visti descritti.

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