21 dicembre, 2012

Start-up innovative: società già costituite (e modulo della Camera di Commercio di Milano)



Come sapete il 19 dicembre 2012, è entrata in vigore la legge di conversione del Decreto Sviluppo. Ci sembra utile dare ancora qualche informazione sull’applicazione delle nuove norme per le start-up innovative. Questa volta ci concentriamo sulle società già costituite al 19 dicembre 2012.
Per beneficiare del regime delle start-up innovative, infatti, non è necessario costituire una nuova società; ciò che è importante è che la società abbia i requisiti della start-up innovativa e che sia stata costituita entro certi limiti temporali specificati dalla legge.

Infatti il regime previsto per le start-up innovative si applica alle società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione (vale a dire il 19 dicembre 2012) per un periodo che varia a seconda della data di costituzione della società: 

·         4 anni dalla data di entrata in vigore del Decreto (vale a dire il 20 ottobre 2012) se la società è stata costituita entro i due anni precedenti (ad esempio, ad una società costituita il 31 gennaio 2012, il regime start-up si applicherà fino al 20 ottobre 2016)

·         3 anni dalla data di entrata in vigore del Decreto (vale a dire il 20 ottobre 2012) se la società è stata costituita entro i tre anni precedenti (ad esempio, ad una società costituita il 31 gennaio 2010, il regime start-up si applicherà fino al 20 ottobre 2015)

·         2 anni dalla data di entrata in vigore del Decreto (vale a dire il 20 ottobre 2012) se è stata costituita entro i quattro anni precedenti (ad esempio, ad una società costituita il 31 gennaio 2009, il regime start-up si applicherà fino al 20 ottobre 2014).

Come si vede, forse per un difetto di coordinamento del testo, una società costituita tra il 20 ottobre e il 19 dicembre non sembra rientrare in nessuna di queste categorie e pertanto non è chiaro se possa avvalersi delle nuove norme. Speriamo si tratti di casi di scuola... 

Sin qui tutto chiaro (più o meno...). 

Ma facciamo un esempio pratico: ho una società già costituita entro il “periodo di grazia” dei 4 anni. Che cosa devo fare per beneficiare del regime start-up

È molto semplice:

·         se la società possiede già tutti i requisiti previsti per le start-up innovative, entro il 18 febbraio 2013 (v. count down in alto), dovrà depositare presso l’Ufficio del Registro delle Imprese presso il quale è iscritta una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentate che attesti il possesso di tali requisiti e richiedere l’iscrizione nella sezione delle start-up innovative.

Per esempio, presso il Registro delle Imprese di Milano:

o   per l’autocertificazione va utilizzato questo modulo;

o   per la richiesta di iscrizione come start-up innovativa occorre trasmettere il c.d. modello S5, inserendo nel quadro D1, relativo all'attività prevalente esercitata dall'impresa, una dicitura che permetta di identificarne la natura di start-up innovativa (niente panico: chiedete al vostro commercialista).

Dalle informazioni raccolte, altre Camere di Commercio (ad es. Roma, Torino e Padova) non sembrano ancora pronte a ricevere la documentazione citata. 

·         Se la società non possiede tutti i requisiti previsti per le start-up innovative e intende beneficiare del relativo regime, dovrà prima compiere tutti i passi necessari ad ottenere i requisiti richiesti, in modo da poter rendere la dichiarazione entro il termine del 18 febbraio 2013. Ovviamente sarà importante consultare il vostro commercialista, avvocato e/o notaio di fiducia per definire tempi e adempimenti.

A titolo esemplificativo, forniamo sotto alcune indicazioni sugli adempimenti relativi alle modifiche dell’oggetto sociale.

Il Decreto prevede che l’oggetto sociale esclusivo o prevalente di una start-up innovativa debba essere “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico” (v. post dell’11 dicembre 2012 “Alcune importanti modifiche al Decreto Sviluppo approvate dal Senato”).

§  Tempi indicativi: Per la modifica dell’oggetto sociale è necessaria una deliberazione dell’assemblea dei soci. I tempi di esecuzione dipendono dalle disposizioni dello statuto sui tempi di convocazione dell’assemblea e dalla celerità del notaio nel richiedere l’iscrizione della delibera al Registro delle Imprese (il notaio ha fino a 30 giorni per questo adempimento). 

In assenza di disposizioni particolari in statuto, occorreranno, per la convocazione dell’assemblea, 15 giorni nel caso di s.p.a. e 8 giorni nel caso di s.r.l., e, per l’iscrizione della relativa delibera al Registro delle Imprese, circa 7 giorni (dipende dai casi ma ci sembra una stima ragionevole).

§  Costi indicativi: (i) 324 euro imposta di registro; (ii) 90 euro diritti; 65 euro visure. Va inoltre considerato l’onorario del notaio, nell’ordine di alcune centinaia di euro.

·         Se la società non possiede tutti i requisiti previsti per le start-up innovative entro il 18 febbraio 2013, non potrà beneficiare del relativo regime.



5 commenti:

  1. Quindi, diventare start up costa 800€...

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    1. Ciao Guido,

      i costi indicativi si riferiscono a società già costituite, per l'ipotesi in cui debbano cambiare l'oggetto sociale per allinearlo a quello previsto dal Decreto (è un'ipotesi esemplificativa, non è detto che sia necessario).

      A breve faremo un post specifico per le società di nuova costituzione.

      Approfitto per inviare a tutti calorosi auguri di buon anno!

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  2. Quindi una startup innovativa può effettuare anche attività di consulenza, purché non sia l'attività prevalente?

    Domanda: come si misura la prevalenza dell'attività principale? In tempo, spese, fatturato o altro?

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  3. Ciao Alberto,

    si, una start-up innovativa può effettuare anche attività di consulenza, purchè le attività caratterizzanti previste dal Decreto conservino un carattere prevalente.

    La tua seconda domanda coglie un punto delicato della definizione di start-up innovativa. Il Decreto, infatti, non specifica i criteri per misurare la prevalenza delle attività svolte. Il fatturato potrebbe senz'altro essere un valido indicatore; esso è considerato rilevante in casi per certi veri analoghi: si pensi, ad esempio, alle agenzie di somministrazione di lavoro, per le quali la verifica dello svolgimento in via prevalente di tale attività è effettuata sulla base del fatturato, oppure all'applicazione degli studi di settore, in cui, per “attività prevalente” si intende l’attività dalla quale deriva, nel corso del periodo d’imposta, il maggiore ammontare di ricavi o di compensi per il soggetto interessato.

    Tuttavia, anche in considerazione del fatto che le start-up innovative sono, per definizione, all'inizio della propria attività, il fatturato potrebbe non essere l'unico indicatore utile. Oltre ad esso potrebbero essere considerati altri elementi, quali, ad esempio, le risorse dedicate alle attività che secondo il Decreto devono avere carattere prevalente.

    Vi è quindi un certo margine di incertezza e sarebbe auspicabile un chiarimento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico o dell'Agenzia delle Entrate.

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