17 settembre, 2013

Equity crowdfunding: istruzioni per l'uso

Carissimi,

Come sapete, con il regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013, la Consob ha dato attuazione alla disciplina relativa all’equity crowdfunding, che pertanto è ora pienamente operativa. L’Italia è così il primo paese europeo ad avere una regolamentazione organica della materia.

Come utile strumento per familiarizzare con questa nuova disciplina, segnaliamo la guida Equity crowdfunding: cosa devi assolutamente sapere prima di investire in una start-up innovativa tramite portali on line, pubblicata dalla Consob con l’intento di fornire le istruzioni per l’uso ai potenziali investitori.

08 luglio, 2013

Requisiti più “morbidi” per le Start-up innovative e S.r.l. semplificate anche per gli over 35


Il Decreto Legge 28 giugno 2013 n. 76 (c.d. “Decreto Lavoro”) contiene, tra le tante norme destinate alla promozione dell’occupazione e della coesione sociale, anche alcuni interventi significativi in tema di start-up innovative.

Questi interventi sono essenzialmente finalizzati a rendere meno stringenti i requisiti che le start-up devono soddisfare per accedere al regime di favore. Per una overview di questi requisiti prima del Decreto, vi rimandiamo al Q&A del 13 febbraio 2013 al seguente link http://www.startuplex.com/p/startup.html.

Innanzitutto, il Decreto ha abrogato il requisito per cui la maggioranza del capitale e dei diritti di voto in assemblea deve, al momento della costituzione della start-up e per i 24 mesi successivi, essere detenuta da persone fisiche. Questo consentirà alle società e alle altre persone giuridiche di detenere partecipazioni di maggioranza nelle start-up innovative anche nei primi due anni di vita, ampliando così la platea di soggetti che potranno lanciare nuove iniziative imprenditoriali di carattere innovativo.

In secondo luogo, il Decreto attua un generale “ammorbidimento” dei tre requisiti “alternativi”, che devono essere soddisfatti (uno su tre) per poter accedere al regime di favore. Tali requisiti riguardano, come noto: (i) gli investimenti in ricerca e sviluppo, (ii) l’impiego di personale altamente qualificato e (iii) la titolarità di diritti di proprietà intellettuale. Per maggiori dettagli su questi requisiti prima del Decreto vi rimandiamo al Q&A del 13 febbraio 2013 al seguente link http://www.startuplex.com/p/startup.html.

Il Decreto ha ridotto la soglia minima di spese in ricerca e sviluppo dal 20% al 15%, sempre calcolata rispetto al maggior valore tra costo e valore totale della produzione della start-up.

Per quanto riguarda il requisito dell’impiego di personale altamente qualificato, viene aggiunta la possibilità di soddisfare questa condizione impiegando personale in possesso di laurea magistrale per almeno 2/3 della forza lavoro complessiva, situazione potenzialmente più agevole da realizzare rispetto all’alternativa dell’impiego di personale con dottorati di ricerca  per almeno 1/3 della forza lavoro complessiva.

Infine, viene estesa la possibilità di soddisfare il requisito della titolarità di diritti di proprietà intellettuale anche alle ipotesi in cui la start-up sia titolare di un software originario registrato presso il relativo registro SIAE. Con questa modifica si mira evidentemente a rendere accessibile il regime della start-up innovativa anche alle start-up attive nel settore dell’economia digitale (ad esempio nella produzione di app per tablet e smartphone).

I dati che provengono dalle Camere di Commercio parlano di oltre mille start-up innovative iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese a fine giugno 2013. Le modifiche del Decreto Lavoro fanno ritenere che questo numero sia destinato a crescere significativamente nei mesi a venire.

Segnaliamo, infine, un’altra buona notizia che riguarda tutte le start-up e più in generale chi è interessato ad avviare attività imprenditoriali. Il Decreto ha eliminato per la società a responsabilità limitata semplificata il requisito per cui i soci devono avere massimo 35 anni di età, estendendo a tutte le persone fisiche, senza limiti di età, la possibilità di costituire S.r.l. semplificate (caratterizzate dalla possibilità di avere capitale sociale pari anche solo a 1 Euro e minori costi di costituzione). Contestualmente è stata abolita la società a responsabilità limitata a capitale ridotto (S.r.l.c.r.) che era invece destinata a soci persone fisiche maggiori di 35 anni, ormai uno strumento superfluo visto l’allargamento delle maglie per accedere alla S.r.l. semplificata.
 
Il Decreto Lavoro è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 giugno 2013 ed è entrato in vigore lo stesso giorno. La conversione in legge è attesa entro il 27 agosto 2013 e ovviamente vi terremo aggiornati sulla conversione ed eventuali modifiche e integrazioni alle norme che interessano le start-up.

22 aprile, 2013

Q&A varie (prima versione)


Tra le numerose domande ricevute nelle ultime settimane su www.startuplex.com abbiamo selezionato quelle che pensiamo possano essere di interesse generale per la community, e abbiamo dato delle risposte di carattere generale che trovate nel documento qui allegato.

Gli spunti ricevuti tramite le vostre domande hanno suscitato un certo interesse anche per noi e ci hanno spinto ad esempio ad approfondire la relazione tra i benefici per le start-up innovative e il regolamento CE 800/2008 e la prova della sussistenza dei requisiti richiesti dal Decreto Sviluppo 2.0 per le start-up innovative.

Cercheremo di tenere aggiornato questo documento di Q&A anche con le vostre future domande che possano essere di interesse generale per la community delle start-up italiane!

05 aprile, 2013

Crowdfunding: dai che (almeno) stavolta arriviamo primi!

Mentre la Consob pubblica il documento di consultazione con la bozza del regolamento sull’equity crowdfunding (qui allegato) dall’altra parte del mondo fonti autorevoli elogiano l’Italia perché potrebbe essere il primo Paese al mondo ad introdurre una disciplina sull’equity crowdfunding. Riportiamo di seguito il link al post pubblicato sul sito di Forbes dove viene riconosciuto all’Italia il ruolo di pioniere (probabilmente anticipando la corrispondente normativa statunitense ancora in cantiere): http://www.forbes.com/sites/groupthink/2013/04/01/italy-leads-the-u-s-in-equity-crowdfunding/.

Buona lettura!

18 marzo, 2013

A proposito di visti USA: Procedure, Tempi, Costi

Dopo avervi presentato, la settimana scorsa, alcune categorie di visti per gli USA, torniamo sul tema questa settimana per offrire qualche indicazione su procedure, tempi e costi per richiedere i visti in questione.
I passaggi principali nella procedura per richiedere uno dei visti descritti sono i seguenti (tenete presente però che la procedura da seguire può variare anche significativamente sulla base di fattori personali, come ad esempio il fatto che il richiedente il visto si trovi già negli USA per altri motivi):
·        Per il visto H1-B, il petitioner (dunque la start-up USA se del caso) deve prima di tutto richiedere una certificazione del U.S. Department of Labor, presentando una Labor Condition Application, in cui dovrà attestare vari requisiti rispetto al salario e alle condizioni di lavoro del lavoratore beneficiary di cui sponsorizza la richiesta. Dettagli sulla procedura in questione sono disponibili qui.
·        Per i visti L, H1-B, e O-1A, il petitioner (potrebbe dunque essere la start-up datrice di lavoro, italiana o USA a seconda dei casi) deve poi presentare una petition per un visto non-immigrant (modulo I-129) all’USCIS. Il modulo è disponibile qui.
·        Una volta completati gli steps/lo step precedente (nel caso rispettivamente di visto H1-B, o di visto L-1 o O-1A), o come primo step (nel caso di visto E-2), il beneficiary deve compilare un modulo online (modulo DS-160 disponibile qui) e poi rivolgersi al consolato USA di Milano, Roma, Firenze o Napoli, a seconda della regione di residenza in Italia (potete trovare le regioni di competenza di ciascun consolato qui, con l’avvertenza che le applications per visti E sono gestite esclusivamente dal consolato di Roma) e fissare un appuntamento per un’intervista.
I primi due steps, dove applicabili, possono richiedere diversi mesi di tempo. In particolare, l’USCIS può impiegare da 2 settimane (visti O1-A) a 4 o 5 mesi (visti L-1 ed H1-B) per rivedere la petition per un visto. Per quanto riguarda il terzo step, potete controllare i tempi di attesa aggiornati per le interviste e l’emissione dei visti presso le sedi consolari italiane qui. La documentazione da sottoporre alle autorità consolari varia a seconda del tipo di visto (in particolare, per i visti E, le autorità consolari hanno una certa discrezione nel valutare, caso per caso, la documentazione da richiedere; per farsi un’idea dei documenti richiesti dal consolato di Roma, consultate questo documento).
Le spese per ottenere uno dei visti di cui sopra includono, in linea di massima:
·        A carico del beneficiary, per tutti e quattro i tipi di visto:
o    un application processing fee (attualmente USD 190 per i visti L-1,H1-B, e O-1A, USD 270 per i visti E-2);
o   le spese di spedizione del passaporto su cui viene apposto il visto (attualmente circa 10-20 euro);
o   costo della telefonata per prenotare l’intervista in consolato (15 euro).
Segnaliamo che, a seconda della nazionalità del beneficiary, può essere richiesto inoltre un visa issuance fee (non applicabile però ai richiedenti italiani).
·        In aggiunta, a carico del  petitioner (dunque la start-up ove ricorrano i requisiti), per i visti H-1B, L-1 e O-1A:
o   Un fee di USD 325 per la petition all’USCIS (salvo importi più alti nel caso in cui si richiedano procedure accelerate);
o   Un fraud prevention and detection fee di USD 500; e
o   (per i soli visti H-1B) un data collection and filing fee di USD 750 (purchè la start-up non impieghi più di 25 lavoratori negli USA, altrimenti l’importo richiesto è più alto).
In caso di superamento da parte del petitioner di certe soglie di fatturato, personale e/o numero di dipendenti con un visto, possono essere richiesti fees ulteriori. Inoltre, naturalmente, nel caso in cui si decida di appoggiarsi a un avvocato negli USA, ci sarà da tenere in conto, in aggiunta, il relativo onorario (probabilmente qualche migliaio di USD).
Tenete presente che si tratta di un percorso in cui ci possono essere  molte varianti, e alcuni punti oscuri (in particolare, le autorità diplomatiche USA hanno un margine di discrezionalità nel decidere al termine di tutta l’istruttoria descritta, se rilasciare il visto o meno).